Venezia: atto vandalico contro la chiesa del SS. Nome di Gesù

Ignoti hanno distrutto le figure in ceramica dei santi Francesco e Chiara sul muro di cinta

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VENEZIA, martedì, 4 dicembre 2012 (ZENIT.org).- Sono state distrutte da ignoti nella tarda serata di ieri (3 dicembre) le due figure in ceramica, che rappresentavano san Francesco e santa Chiara, incastonate sul muro di cinta della chiesa del SS. Nome di Gesù situata a S. Chiara (Venezia), a fianco degli uffici della Caritas diocesana e della Casa “Giovanni XXIII” che accoglie donne in uscita dal carcere. La scoperta dell’atto vandalico è avvenuta questa mattina.

“E’ un gesto mortificante e assolutamente gratuito” - commenta mons. Dino Pistolato, direttore della Caritas veneziana, che ricorda anche il particolare affetto e il legame dei veneziani - testimoniato da piccoli gesti quotidiani, come una breve sosta di preghiera e un segno di croce - sia nei confronti delle raffigurazioni ora distrutte dei due santi, Francesco e Chiara, sia verso questa chiesa vicinissima a Piazzale Roma e un tempo annessa al convento di clausura (oggi non più esistente) delle Clarisse.

“Se è stato un gesto di risentimento - osserva ancora mons. Pistolato - da parte di qualche persona che si è rivolta alla Caritas, ricordo che l’atteggiamento e il comportamento da parte nostra è sempre di massima disponibilità ma anche di fermezza. Se, invece, si tratta di un gesto di qualcuno magari alterato dall’alcool o altre sostanze, e che frequenta questa zona meno trafficata di un tempo, allora questo fatto ci dice quanto la nostra società debba ancora progredire sia sul piano delle relazioni umane che, soprattutto, nel creare opportunità e adeguate forme di aiuto verso chi è più fragile e in difficoltà”.