"Vengo a voi come Vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei"

Commento alla visita del papa Benedetto XVI alla Casa Famiglia per anziani al Gianicolo

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di Franco Previte* 

ROMA, sabato, 17 novembre 2012 (ZENIT.org).- “Vengo a voi come Vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei”, così  si è espresso il Santo Padre nella “Casa Famiglia per anziani” al Gianicolo, ieri 12 novembre 2012. 

Il Santo Padre, in questo “Anno 2012 dedicato all’Anziano” e nell’”Anno dedicato alla Fede”, ha voluto portare il Suo contributo “al vivere bello anche da anziani” pur continuando “ in questa società dominata dalla logica e dall’efficacia e del profitto”, che spesso respinge gli anziani”.

Secondo l’OMS nel 2020 l’aspettativa di vita nei Paesi Europei aumenterà del 20% e gli ultra 65enni rappresenterà il 10% della popolazione mondiale e quindi il Santo padre sollecita la difesa della famiglia dove l’anziano deve poter risiedere.

A pochi giorni dall’appello dei Vescovi e del Santo Padre per la difesa della Famiglia, la comunità tutta, non solo quella cristiana ma anche quella laica, anela a seguire o meditare l’insegnamento della Chiesa su questa reale istituzione fondamentale di ogni società, “incaricata” a riprodurre e dare continuità sul piano biologico ed umano a questa risorsa fondamentale per il futuro, tematica che verrà ripresa nella “ Settimana Sociale dei Cattolici “ a Torino dal 12  al 15 settembre 2013.

Nella lettura globale di quella cellula fondamentale del consorzio umano e civile che è la famiglia, in cui i diversi problemi educativi e generazionali incontrano nella cultura attuale variegate situazioni di conflitto, la Chiesa e Benedetto XVI°  nel suo insieme ha fermato prevalentemente la propria attenzione sulla diffusione sempre più ampia di un modello interpretativo della persona in ogni età dall’accoglienza della vita nascente al suo declino in una sintesi più profonda ed autentica del rispetto della dignità dell’uomo.

La famiglia, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale, sarebbe opportuno, per non dire essenziale, che conservi quei valori di solidarietà e di coesione sociale, continui a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, continui a farsi carico dei propri figli, continui ad aiutare i propri genitori anziani, continui a curare i membri disabili o svantaggiati, ma restando pur sempre una barriera al dilagare di una cultura sterile, individualista, silenziosa e sorda.

Pur in presenza di profondi cambiamenti, sotto gli occhi di tutti, la famiglia italiana a dispetto di ogni assurdità, è ancora una istituzione che “tiene”, mentre appare certo che da qualche tempo il dibattito sociale sulla famiglia sembra riguardare essenzialmente eventuali pseudo interventi posticci, promesse che spesso sono avvolte dal velo dell’ipocrisia .

La vita sociale è ormai stata “defenestrata” dalle corruzioni, malversazioni, concussioni e da ogni violazione del diritto penale e civile, questo non va certamente a vantaggio della crescita della gioventù, tanta decantata, ma poco valutata.

Il rispetto della dignità della “persona psico-fisica malata”, forse, non condivisa, dove proposte restano abbandonati nel dimenticatoio o nei cassetti, costituisce una beffa ad una speranza principalmente anelata dalle famiglie, tradite ancora una volta da un “sistema” carico di silenzi e disinteresse !.

“Per fede nel corso dei secoli, uomini e donne di tutte le età,”, ha continuato il Santo Padre “il cui nome è scritto nel Libro della vita (cfr Ap 7,9; 13,8), hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere cristiani” ribadendo il Santo Padre che “continua nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri ai quali furono chiamati “.

La famiglia, purtroppo, è “incappata” nel turbinio delle contraddizioni di questi nostri tempi, ma ricordiamolo sempre essa è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione, né Nazione.

La crisi economica è grave e preoccupante, però non si deve dimenticare che se si tenta di distruggere il fondamento della famiglia, cellula primaria della società, è indiscutibile : la società va a “rotoli” !

In questa società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, negli stadi di calcio, problemi extra comunitari, disagio giovanile, droga, eutanasia, depressione, emarginazioni, corruzioni, recriminazioni ecc. “mali” di cui soffre la nostra società, se si distrugge la famiglia, ma come si può riconquistare quei valori morali indispensabili che si tenta e si vuole abbattere anche in Italia, come  avviene spesso, ma non per sempre, in alcuni Paesi ?

La famiglia, che i rilevamenti statistici e che la fantasia sociale forse vogliono affermare essere lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, deve restare ancora oggi salda e di continuazione tradizionale, perché, spesso, la libertà della persona finisce dove comincia il libertinaggio di “altri”.

Anche il Magistero della Chiesa Cattolica, attraverso le parole del Santo Padre, ci rammenta spesso come la vita umana, anche malata, deve essere presente nelle n/s attività e considerazioni, nel n/s andamento giornaliero della vita, così come avviene nelle altre Confessioni Religiose.

Salutiamo con la massima certezza ed auguriamo sinceramente che le proposizioni con coraggio che verranno dalla “Settimana Sociale dei Cattolici” del prossimo anno 2013 a Torino, devono essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita.

Il rispetto della dignità umana e della libertà è “essenziale”, come ci ricorda il Santo Padre in questa civiltà dell’individualismo, del relativismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo,

“Non ci può essere vera crescita umana ed educazione senza un contatto fecondo con gli anziani” quando avverte sempre il Santo Padre “abbiamo ricevuto il dono di vivere una lunga vita”.

Anche noi tutti, con le parole del prossimo Beato Giovanni Paolo II° : “Andiamo avanti con speranza”!

* http://digilander.libero.it/cristianiperservire