"Veniamo da una vita donata fino all'ultima goccia. Siamo convinti di questa fede?"

Il forte richiamo alla fede di mons. Domenico Sigalini, in occasione delle celebrazioni per Sant'Agapito, patrono della diocesi di Palestrina

Palestrina, (Zenit.org) Paolo Schiavella | 338 hits

È stato abbastanza diretto mons. Domenico Sigalini nel chiedere ai giovani che si sarebbero disputati nel Palio di Sant’Agapito: “C’è qualcuno in questo palio che si batte come un leone per vincere e che crede a Sant’Agapito?”. Il vescovo si è rivolto ai giovani dal palco di piazza Regina Margherita, al rientro, la sera del 17 agosto scorso, della solenne processione del patrono della diocesi di Palestrina. All’evento hanno preso parte i canonici della cattedrale, il clero prenestino, i religiosi, le associazioni e le confraternite della diocesi, le autorità civili e militari del comprensorio e numerosissimi fedeli.

“È a queste radici della fede che dobbiamo riportarci” ha sottolineato mons, Sigalini, ricordando che tutti noi “veniamo da una vita donata fino all’ultima goccia. Siamo ancora convinti di questa fede? Abbiamo ancora in cuore desideri di bene, coraggio nel seguire i valori della nostra fede? Possiamo anche noi affermare con convinzione: c’è mai qualcosa che ci può separare dall’amore di Cristo?”.

Per Palestrina e la sua diocesi, Sant’Agapito è un santo fondante la fede, un testimone di Cristo martirizzato a soli 15 anni, il 18 agosto 274 d.C., mediante decapitazione, dopo aver subito molti supplizi ed essere sopravvissuto ai “leoni”. Nell’omelia della Messa in cattedrale, prima della processione, il vescovo Sigalini era stato non meno esplicito nel riaffermare i valori della Chiesa universale e di quella di Palestrina. Partendo dall’insegnamento evangelico “Andate ed ammaestrate, battezzate e insegnate”, il presule ha indicato che “i tempi in cui viviamo vedono crescere le feste, le manifestazioni esterne, che hanno una loro portata e positività”. Ma “a noi comunità cristiana – ha aggiunto - deve stare a cuore, prima di tutto quanto diceva il Papa: adesione a Cristo, adesione alla Chiesa, fedeltà ai valori evangelici e alla carità”.

Perché, ha precisato Sigalini, “la fede non è frutto di una celebrazione annuale, di qualche iniziativa che può smuovere, ma di una vita rinnovata dal Vangelo. È frutto di una percorso personale, di famiglia, di parrocchia, di associazione, di esperienze di preghiera”. Nelle parole del vescovo non è mancato poi il richiamo alla visita pastorale che nel 1983 compì il beato Giovanni Paolo II, proprio nel giorno di Sant’Agapito, il 18 agosto. Dal palco di Piazza Regina Margherita, parlando della sua visita a Palestrina, il Beato Wojtyla disse ai fedeli: “Per voi tutti, che siete membra vive di questa Chiesa, deve essere un’occasione di riflessione religiosa, uno stimolo alla perseveranza nella fede e, ove sia necessario, una ripresa coraggiosa per la salvaguardia e l’incremento di un patrimonio spirituale singolarmente abbondante e fecondo”. 

Commentando le parole del Pontefice, Sigalini ha affermato: “Questo entrare nella nostra storia, che sottolineava con delicatezza il Papa, oggi non è più una eventualità, ma una realtà impellente. È proprio necessaria quella ripresa coraggiosa per mettere in salvo e far crescere quel patrimonio spirituale che trent’anni fa era definito singolarmente abbondante e fecondo e che ai nostri giorni non è più a questi livelli”.