Verità e carità, sintesi di santità

Il Rettore dell'Università Europea di Roma ha spiegato la santità di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 367 hits

“Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono modelli di quella sintesi tra verità e carità che caratterizza l’agire cristiano e quindi anche la nostra missione”.

Lo ha detto ieri sera padre Luca Gallizia L.C., rettore dell’Università Europea di Roma, nel corso dell’incontro “Due papi - due Santi”.

Il rettore della UER ha spiegato che la scelta del tema non è solamente legata al fatto che siamo così vicini alla canonizzazione dei due Papi.

C’è un legame più profondo ed articolato che sta alla base dell’affollato incontro di ieri sera.

“Il primo riguarda il Circolo Giovanni Paolo II che ha organizzato l’incontro. Il papa polacco è notoriamente il difensore della dignità della persona umana, della capacità e disponibilità al dialogo culturale e interreligioso, della fedeltà alla tradizione perenne della Chiesa”.

“L’edificio stesso della nostra Università – ha ricordato padre Gallizia – è stato eretto nel 1999 come progetto legato al grande giubileo del 2000 voluto da Giovanni Paolo II, quindi sotto la sua protezione e benevolenza”.

Il Rettore della UER ha sottolineato che “la vocazione di tanti sacerdoti è legata a una parola, un gesto, uno scritto di Giovanni Paolo II. Ognuna di queste storie contiene un miracolo non fisico ma spirituale”.

A questo proposito ha raccontato come durante la messa di Natale del 1998 ebbe la grazia di essere scelto come accolito di Giovanni Paolo II.

“Era già molto stanco e provato - ha raccontato -, ma il Papa non ha rinunciato prima e dopo la celebrazione a salutare ciascuno di noi… ho ancora le foto. Che traccia profonda ha lasciato in me il suo sguardo”

Secondo padre Gallizia, a guardare come il papa polacco viveva la celebrazione eucaristica penetrava l’anima e la profondità mistica del sacrificio di Cristo.

Essendo molto giovane, di Giovanni XXIII il Rettore della UER non ha ricordi diretti, ma un particolare gli è rimasto impresso quando ha visitato la casa natale di Roncalli.

In una stanza c’era il certificato di miserabilità, cioè di assoluta povertà in cui viveva la famiglia Roncalli.

Il 4 dicembre 1900 il sindaco di “Sotto il Monte” certificò “la miserabilità del capofamiglia. Non tiene possidenze, né capitali fruttiferi, né altri redditi lucrativi”. Coltivavano cinque ettari di terra proprietà dei conti Moriani.

Il padre di Giovanni Battista Roncalli ripeteva ai figli: “Il Signore è grande e buono, innanzi a noi ci sono i campi, in alto il bel sole, dentro c’è la grazia di Dio”.

“E’ proprio vero – ha commentato il Rettore – che i cammini di Dio non sono i nostri”.

Nel rimarcare quanto la santità dei due pontefici sia coerente con la missione educativa dell’Università Europea di Roma, padre Gallizia ha spiegato l’importanza della sintesi tra verità e carità.

“Verità – ha detto – intesa come fedeltà ferma alla tradizione, ma anche apertura ai segni dei tempi, vero discernimento che spesso ha sorpreso tutti. Come il Concilio Vaticano II e i molti muri che Giovanni Paolo II ha fatto crollare”

“Carità – ha concluso – come misericordia verso l’uomo, straordinaria capacità di accogliere ogni persona, farla sentire amata, come se fosse l’unica al mondo. Un dono di questi due Papi. Una trasparenza di Cristo per il mondo di oggi”.