Vescovi di Europa e Africa uniti per combattere le nuove schiavitù

Conclusioni del seminario congiunto organizzato in Ghana sulla questione

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CAPE COAST, giovedì, 22 novembre 2007 (ZENIT.org).- Una forte determinazione a combattere le forme di nuova schiavitù che dilagano nella società contemporanea è l’impegno che nasce dal seminario organizzato dal Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SECAM) e dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) a Cape Coast (Ghana) dal 13 al 18 novembre.



L’evento, che celebrava i 200 anni dell’abolizione della schiavitù in Africa e al quale hanno partecipato circa trenta tra Vescovi, membri di Dicasteri e organismi di solidarietà, si è concluso con un appello a una maggiore attenzione alle nuove forme di schiavitù, probabilmente peggiori di quelle antiche.

Le nuove forme di schiavitù – traffico umano, lavoro forzato, bambini-soldato, prostituzione… –, si legge nel comunicato finale inviato a ZENIT, “sono dovute principalmente all’enorme differenza economica tra i Paesi ricchi e quelli poveri, e tra i ricchi e i poveri in ogni società”.

Per colmare questa discrepanza, segnalano i Vescovi, serve un nuovo paradigma “per raggiungere un nuovo ordine economico internazionale che garantisca una distribuzione più equa delle risorse mondiali”, così come è necessario “eliminare il desiderio di dominare gli altri e la cultura della schiavitù e della servitù”.

Il seminario, che aveva come tema “Conosco le sofferenze del mio popolo (Es 3,7). La schiavitù e le nuove schiavitù”, è stato aperto dai Cardinali Josip Bozanic, della Croazia, e Theodore Andrien Sarr, del Senegal, Vicepresidenti rispettivamente del CCEE e del SECAM.

Al giorno d’oggi, ha notato il Cardinal Bozanic, molte persone in Europa e in Africa continuano ad essere schiave della povertà e delle ingiustizie a causa della non equa distribuzione delle risorse della terra.

Varie forme di schiavitù, ha spiegato, trovano le proprie origini nella cultura postmoderna, nella secolarizzazione che relega Dio alla sfera privata dell’esistenza umana e nel crescente fondamentalismo religioso che cerca di imporsi mediante la forza.

Monsignor Giordano Aldo, Segretario generale del CCEE, ha affermato dal canto suo che “il seminario è un’ulteriore espressione della crescente collaborazione tra i Vescovi di Europa ed Africa, volta ad approfondire la loro reciproca responsabilità per l’evangelizzazione e la promozione di buone relazioni tra i loro continenti”.

Monsignor Josef Sayer, Presidente della Missione cattolica MISEREOR, ha invece menzionato uno degli esempi più gravi della nuova schiavitù, la piaga dei bambini-soldato, ricordando che nel mondo ce ne sono almeno 300.000, soprattutto in Africa e America Latina.

Nella maggior parte dei casi, spiega il comunicato, “questi ragazzi e ragazze sono continuamente abusati e usati come agenti segreti o individuatori di mine, o vengono messi in prima linea nei combattimenti”.

Il seminario si è concentrato anche sulle migrazioni e ha analizzato le prospettive teologico-pastorali per promuovere una cultura della vita e della famiglia, proponendo vie per una maggiore collaborazione tra le Chiese africane ed europee.

Tra le questioni che ostacolano lo sviluppo dell’Africa, costringendo spesso i suoi abitanti ad emigrare, il convegno ha menzionato “i sistemi commerciali ingiusti tra l’Africa e il resto del mondo”, “il fardello del debito e il bisogno che i Paesi industrializzati lo cancellino”, “il traffico di esseri umani e di droghe; lo sfruttamento sessuale; il lavoro forzato; la prostituzione forzata; i bambino-soldato e i bambini di strada”.

I presuli hanno concluso il seminario con un messaggio indirizzato ai loro Governi tramite le Conferenze Episcopali in cui espongono le questioni che vorrebbero veder trattate nell’imminente Summit dell’Unione Europea e dell’Unione Africana, previsto per il mese di dicembre a Lisbona (Portogallo).

Ogni sera, durante il seminario, i Vescovi hanno celebrato l’Eucaristia in varie parrocchie di Cape Coast; hanno anche visitato il Castello di Elmina, dove gli schiavi venivano selezionati prima di essere imbarcati alla volta dell’Europa e delle Americhe.

Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) include i Presidenti delle 36 Conferenze Episcopali Europee. L’attuale Presidente è il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria.

Il Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SECAM) comprende le 39 Conferenze Episcopali nazionali e le nove Conferenze Episcopali regionali dell’Africa. E’ presieduto dal Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-Es-Salaam (Tanzania).