Vescovi spagnoli: l'aborto non è un diritto ma un attentato

Dichiarazione di fronte al disegno di legge sul tema

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MADRID, venerdì, 19 giugno 2009 (ZENIT.org).- La Commissione Permanente della Conferenza Episcopale Spagnola ha pubblicato questo giovedì una dichiarazione sul disegno di legge sull'aborto in cui dichiara che questa pratica non è un diritto, ma un attentato legale contro la vita umana.

Il documento di otto pagine ha come sottotitolo: “Attentare contro la vita dei nascituri trasformato in 'diritto'”.

Il testo sottolinea alcuni aspetti del “Disegno di legge sulla salute sessuale e riproduttiva e l'interruzione volontaria di gravidanza”, che, “se il progetto diventasse legge, presupporrebbero un serio passo indietro nella difesa del diritto alla vita dei concepiti, un maggiore abbandono delle gestanti e, in definitiva, un danno molto serio per il bene comune”.

Presentando la dichiarazione nel corso di una conferenza stampa, monsignor Juan Antonio Martínez Camino, segretario e portavoce della Conferenza Episcopale, ha confessato la propria speranza che “questo disegno di legge, così negativo, non si trasformi in provvedimento”.

In particolare, ha evidenziato come elementi preoccupanti la volontà della madre di poter annullare il diritto alla vita del nascituro, la salute come scusa per eliminare un essere umano, la giustificazione di questa eliminazione e l'educazione morale e sessuale strumentalizzata al servizio dell'aborto.

La dichiarazione ricorda che “l'aspetto forse più oscuro del disegno di legge è la sua pretesa di definire l'aborto provocato un diritto che dovrebbe essere difeso dallo Stato”.

“Da ciò deriva una fonte avvelenata di immoralità e ingiustizia che vizia tutto il testo”, afferma il documento, approvato all'unanimità da tutti i Vescovi riuniti nella Commissione Permanente della Conferenza.

“Lo Stato che concede la qualifica di diritto a qualcosa che in realtà è un attentato contro il diritto fondamentale alla vita perverte l'ordine elementare di razionalità che è alla base della propria legittimità”, afferma.

“La tutela del bene fondamentale della vita umana e del diritto di vivere è parte essenziale dei doveri dell'autorità”, ricorda il documento.

Per questi motivi, conformemente alla dottrina della Chiesa e al Codice di Diritto Canonico, i Vescovi ricordano che “nessun cattolico coerente con la propria fede potrà approvare né dare il proprio voto” al disegno di legge.



Sostegno alle donne

I Vescovi sottolineano anche la necessità di aiutare le donne in gravidanza.

“E' una gioia la testimonianza di tante madri e tanti padri che, grazie agli aiuti ricevuti, hanno deciso alla fine di accogliere i propri figli, riconoscendo in loro un dono inestimabile che porta luce e senso alla loro vita”.

“E' anche lodevole il lavoro svolto dalle associazioni di donne vittime dell'aborto. La loro testimonianza pubblica è assai preziosa e aiuta la società a riflettere su una via già troppo lunga di sofferenza per le donne”.

“Esse sottolineano in particolare che non è il tipo di legislazione di cui si ha bisogno per aiutare le gestanti e per rendere degna la società”, osserva il testo.

“Le donne tentate di abortire o quelle che sono già passate per questa tragedia troveranno sempre nella comunità cattolica una casa di misericordia e di consolazione – concludono i Vescovi –. Come madre, la Chiesa comprende le loro difficoltà e non le lascerà mai sole con i loro problemi o con le loro colpe”.