Vescovi statunitensi invocano la fine del traffico umano

Esortano il Congresso a riconfermare la legge sulla protezione delle vittime

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WASHINGTON, D.C., lunedì, 17 settembre 2007 (ZENIT.org).- I Vescovi degli Stati Uniti hanno esortato il Congresso a riconfermare la legislazione per combattere il traffico umano.



In una dichiarazione rilasciata mercoledì, il Vescovo Gerald Barnes di San Bernardino (California), presidente del Comitato episcopale sulle Migrazioni, ha chiesto che venga riconfermato il Trafficking Victims Protection Act (TVPA), che dovrebbe scadere a ottobre.

“Questa legislazione dovrebbe essere riconfermata, finanziata adeguatamente e implementata in modo deciso”, ha detto il Vescovo Barnes, notando che “ogni anno circa 700.000 persone sono oggetto di traffico nel mondo: uomini, donne e bambini”.

Il traffico umano, ha aggiunto il presule, è un “crimine terribile contro la dignità umana e i diritti fondamentali della persona umana”.

Il Vescovo Barnes ha incluso nella sua dichiarazione una richiesta al Governo federale di sottolineare il recupero e l’attenzione alle vittime, soprattutto “ai bambini oggetto di traffico, che sono i più suscettibili agli orrori a lungo termine di questo crimine”.

Nella sua dichiarazione, il presule sessantaduenne ha anche chiesto che l’opinione pubblica, e specificamente i cattolici, lavorino insieme per porre fine al traffico umano.

“Richiamiamo l’attenzione su questa tragica realtà per risvegliare la consapevolezza tra i cattolici e le altre persone di buona volontà del suo impatto devastante sulle persone vulnerabili”.

“Esortiamo i cattolici a lavorare insieme per identificare i sopravvissuti al traffico umano e aiutarli a uscire dalla loro schiavitù”.

“Dobbiamo collaborare – Chiesa, Stato e comunità – per eliminare le cause e i mercati che permettono ai trafficanti di prosperare, guarire i sopravvissuti a questo crimine e assicurare che un giorno non lontano il traffico di persone umane scompaia dalla faccia della terra”, ha affermato il Vescovo.