Vescovi USA: nel dibattito sul budget considerare le questioni morali

Non si tratta di quale partito vince, ma di come vengono trattati i poveri

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WASHINGTON, D.C., venerdì, 29 luglio 2011 (ZENIT.org).- I Vescovi degli Stati Uniti stanno ricordando al Congresso che il dibattito sui tagli al budget ha una dimensione morale da tenere in considerazione.

In una lettera inviata martedì alla Camera dei Rappresentanti, il Vescovo Stephen Blaire di Stockton (California) e il Vescovo Howard Hubbard di Albany (New York) hanno proposto tre punti che i congressisti dovrebbero considerare nel dibattito sul budget.

I presuli hanno riconosciuto la sfida che affronta il Congresso: “dare una risposta alle richieste di giusitizia e doveri morali nei confronti delle generazioni future; controllare il debito e il deficit futuri; difendere la vita e la dignità di quanti sono poveri e vulnerabili”.

La Chiesa “apporta a questa discussione sia principi morali che l'esperienza quotidiana”, hanno affermato, offrendo tre criteri morali “per aiutare a guidare le difficili decisioni relative al budget”.

Il primo aspetto è che “ogni decisione di budget dovrebbe essere valutata in base al fatto che difenda o minacci la vita e la dignità umane”.

Si dice poi che “una misura morale fondamentale di qualsiasi proposta di budget è come interessa 'gli ultimi'”, perché “le necessità di quanti sono affamati e senza dimora, disoccupati o che vivono in povertà dovrebbero venire prima di tutto”.

In terzo luogo, “il Governo e altre istituzioni hanno una responsabilità condivisa di promuovere il bene comune di tutti, soprattutto dei lavoratori e delle famiglie che lottano per vivere in dignità in periodi difficili dal punto di vista economico”.

Sacrifici condivisi

I presuli hanno denunciato un budget che si basa “su tagli sproporzionati in servizi essenziali ai poveri”.

“Richiede un sacrificio condiviso da parte di tutti”, ad esempio “eliminando le spese superflue a livello militare e di altro tipo e affrontando con giustizia i costi a lungo termine delle assicurazioni sanitarie e dei programmi di pensionamento”, indicano.

I due Vescovi hanno espresso preoccupazione per i “costi umani e sociali” di tagli che interesseranno le famiglie e settori fondamentali come il cibo e l'alloggio, sottolineando anche la necessità di essere solidali con le Nazioni in via di sviluppo.

“Questa assistenza sostiene un'ampia gamma di programmi salvavita, tra cui medicinali per combattere le malattie, assistenza agli agricoltori poveri e agli orfani, aiuti alimentari per chi muore di fame, aiuto alle vittime di disastri naturali e aiuto ai rifugiati che fuggono per salvarsi la vita”, hanno ricordato. “La proposta della Camera richiederà tagli massicci in tutti questi settori”.

Per i Vescovi Blaire e Hubbard, “la misura morale di questo dibattito sul budget non è quale partito vincerà o quali interessi potenti prevarranno, ma come verranno trattati quanti sono senza lavoro, affamati, senza casa o poveri”.

“Le loro voci”, hanno concluso, “troppo spesso mancano in questi dibattiti, ma incarnano la rivendicazione morale più impellente verso le nostre coscienze e le nostre risorse comuni”.