Vicario Apostolico dell’Anatolia: per il viaggio del Papa in Turchia, no ad “eccessivi allarmismi”

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ROMA, domenica, 5 novembre 2006 (ZENIT.org).- In vista del prossimo viaggio apostolico di Benedetto XVI in Turchia dal 28 novembre al primo dicembre, monsignor Luigi Padovese, Vicario Apostolico dell’Anatolia, ha detto a ZENIT che “non bisogna dare risalto ad eccessivi allarmismi da parte di chi vuole creare tensioni”.



Monsignor Padovese ha voluto in questo modo stemperare il clima di tensione alimentato da alcuni fatti accaduti recentemente: Ibrahim Ak, un giovane di 26 anni, ha sparato il primo novembre quattro colpi in aria davanti alla sede del Consolato d'Italia a Istanbul, per protestare contro l’arrivo del Vescovo di Roma; il libro giallo più venduto in Turchia attualmente si intitola: “Attentato al Papa. Chi ucciderà Benedetto XVI a Istanbul” ed è stato scritto da Yücel Kaya.

In merito all’atto compiuto dal giovane turco, il Vicario Apostolico dell’Anatolia ha spiegato: “Credo non si debba dare eccessivo rilievo agli atti inconsulti, come quello del giovane davanti all'Ambasciata italiana. Una eccessiva polarizzazione su questi episodi da una parte della stampa turca serve ad alimentare tensioni e a produrre – non lo escludo – altri gesti del genere”.

“Da parte della stampa estera serve a creare allarmismi – ha invece precisato –. Per chi ha bisogno di riempire le pagine dei giornali, episodi marginali come questo sono 'pane caldo' da consumare, soprattutto per chi è mosso da motivi ideologici”.

Un po’ dispiaciuto invece monsignor Padovese per l’assenza, all’incontro con il Pontefice, del Ministro per gli Affari Religiosi: “Mi spiace piuttosto che – come comunicano diversi giornali turchi – oltre al Primo Ministro Tayyip Erdogan, sarà assente anche il Ministro Mehmet Aydin, responsabile degli Affari Religiosi, che dovrà fare un viaggio all'estero”.

“Non faccio ipotesi su questa assenza che comunque appare strana, tenendo conto che il Papa non viene in Turchia soltanto come Capo di Stato, ma anche come leader religioso”, ha commentato.

“Certo, tenendo conto che una parte dell'opinione pubblica turca non sembra apprezzare la visita del Santo Padre, gesti come questi – al di là della loro reale giustificazione da non escludere! – possono essere letti come espressione di una presa di distanza”, ha concluso infine.