Vietnam: "no" dei redentoristi ad una delegazione governativa per Natale

Il rifiuto comunicato in una lettera alle autorità di Ho Chi Minh City

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ROMA, giovedì, 15 dicembre 2011 (ZENIT.org) - L’ufficio provinciale dei Redentoristi nella capitale Saigon ha rifiutato una visita di cortesia per Natale e Capodanno da parte di una delegazione degli Affari religiosi del governo vietnamita. A riferirlo è stata ieri, mercoledì 14 dicembre, l’agenzia di informazione delle Missioni Estere di Parigi, Eglises d’Asie.

La segreteria provinciale della congregazione dei redentoristi ha inviato infatti martedì 13 dicembre una lettera ufficiale all’Ufficio per gli Affari religiosi e per le Minoranze etniche di Ho Chi Minh City (ex Saigon). Nella lettera, i responsabili della provincia vietnamita dei redentoristi annunciano che quest’anno non riceveranno la delegazione per gli Affari Religiosi, incaricata a presentare i tradizionale auguri del governo in occasione delle feste di Natale e Capodanno. La lettera spiega poi le ragioni della decisione.

Come ricorda Eglises d’Asie, si tratta di una tradizione consolidata sin dagli albori della Repubblica Democratica del Vietnam nel 1954. Ogni anno, pochi giorni prima di Natale, delegazioni di varie istanze governative presentano i loro auguri alle principali istituzioni religiose della regione. Questa annuale visita di cortesia era stata comunicata ai redentoristi dalle autorità in una lettera. A guidare la delegazione sarebbe stato il vice direttore per gli Affari Religiosi di Saigon, specificava la lettera, alla quale era aggiunto anche il programma della visita.

Il giorno prima della visita, martedì 13 dicembre, la segreteria provinciale della congregazione dei redentoristi ha inviato quindi all’Ufficio degli Affari religiosi di Saigon un’ulteriore lettera, annunciando che i responsabili dei redentoristi rifiutavano di ricevere la delegazione ufficiale.

La lettera spiega il perché della decisione con le seguenti parole: “Nell’arco dell’anno appena trascorso, noi abbiamo mandato molte lettere all’Ufficio degli Affari religiosi e delle Minoranze etniche della città, che riguardavano il provvedimento di divieto di lasciare il Paese per un viaggio all’estero notificato al nostro superiore provinciale, padre Pham Trung Thanh, e al cancelliere della congregazione, padre Dinh Huu Thoai, nonché le costruzioni avviate senza autorizzazione in proprietà religiose appartenenti alla congregazione dei redentoristi (...). Finora, non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal vostro ufficio, che quindi non ha fatto quello che era il suo dovere minimo. Riteniamo dunque che la visita e la presentazione dei vostri auguri, in occasione di Natale e Capodanno, non farebbero altro che rendere meno gioiosa la celebrazione delle feste”.

Le tre vicende menzionate nella lettera dei Redentoristi sono ben note. Il 10 luglio scorso, agenti della Pubblica Sicurezza di Ho Chi Minh City hanno impedito a padre Vincent Pham Trung Thanh di salire sull’aereo per Singapore e lo stesso divieto è stato notificato al cancelliere dei redentoristi. Gli altri due casi riguardano le proprietà della congregazione a Saigon, confiscate dallo Stato dopo il cambio di regime del 1975, sulle quali le autorità hanno avviato dei lavori senza previa consultazione dei responsabili religiosi.