Vita consacrata: "Attendere, accogliere, amare e servire Gesù Sposo"

Tre consacrate nell'Ordo Virginum della diocesi di Roma

Roma, (Zenit.org) Marianna Russo | 904 hits

“Con la vostra vita mostrateci come la Chiesa deve attendere, accogliere, amare e servire Gesù Sposo”: questo è  l’invito che S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo Ausiliare di Roma e Delegato diocesano per l’Ordo Virginum, ha rivolto domenica 20 gennaio alle tre neo-consacrate che nelle sue mani hanno emesso il proposito di castità perfetta alla sequela di Cristo.

Carmelina Corbo, Maria Lucia Piemontese e Gabriella Bertolini: tre storie diverse che rivelano la bellezza del volto della Chiesa Sposa, pronta ad andare incontro al Signore con la lampada accesa, come ha  fatto il corteo delle 43 vergini consacrate romane nella gremita Cattedrale di S. Giovanni in Laterano.

Ancora oggi, come ai tempi apostolici, è possibile scegliere il Signore “al di sopra di tutto”, come recita l’antica preghiera di consacrazione delle vergini, gioiello della liturgia risalente al V secolo, eppure così attuale. Non si tratta di una rinuncia ma di una scelta “sponsale” e “materna”, come esprimono i segni consegnati alle consacrande durante la celebrazione: il velo e l’anello, simboli prettamente nuziali, e il libro della liturgia delle ore, che sottolinea il dialogo incessante della vergine sposa con Cristo Sposo “come lode perenne e viva intercessione per la salvezza del mondo” (dal rito di consacrazione). 

E nel mondo vivono ed operano le consacrate nell’Ordo virginum, impegnate nelle più svariate attività professionali, sociali e pastorali, secondo le attitudini ed i carismi di ciascuna, perché “non si accende lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15).