Vita di preghiera e comunità affascinano oggi i giovani

Comunicato Stampa della Curia Generalizia Agostiniana

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ROMA, mercoledì, 4 luglio 2012 (ZENIT.org).- “La comunità è il nostro cuore, la vita comunitaria è necessaria per noi, per il nostro ministero. La comunità è il luogo dove noi prendiamo energia, dove preghiamo insieme, dove possiamo condividere la nostra vita e da questa esperienza possiamo partire per essere veri servitori di Dio. Per questa ragione la comunità è al centro. Sant'Agostino ha chiesto nella sua regola prima di tutte le altre cose, di vivere insieme in un cuor solo e un'anima sola, camminando verso Dio”.

Desideriamo che la gente veda che noi frati Agostiniani lavoriamo, che siamo uomini di servizio, che siamo fratelli, frati, che viviamo nella carità, che siamo felici e che viviamo nell'amore di Dio”. Questa è una delle tante voci che sono emerse al Workshop per Promotori Vocazionali Agostiniani in corso di svolgimento all'Istituto Patristico Augustinianum. I trentotto frati provenienti da 23 circoscrizioni dell'Ordine hanno iniziato a scambiarsi opinioni, a confrontarsi sul tema vocazionale, a condividere gioie, insuccessi, vittorie e speranze in questo delicato ambito pastorale. “Vogliamo che la gente percepisca che siamo uomini, che siamo felici del nostro servizio, che siamo persone realizzate, allegre, persone celibi nella castità e nella fedeltà, persone che seguono Cristo, che è possibile oggi vivere in castità, che i nostri beni sono in comune” è quanto auspicato da un frate agostiniano di Panama.

Padre Joseph Farrell OSA, della provincia agostiniana di San Tommaso di Villanova (USA), uno dei padri agostiniani relatori al Convegno, si è soffermato sulla figura del Promotore Vocazionale e sul significato del Workshop internazionale. “Il più importante scopo di questo incontro è condividere le nostre esperienze, per essere anche in grado di rinnovare: alcune volte operare nell'ambito vocazionale è un lavoro pesante perché questi Promotori di vocazioni devono essere la persona alla porta, con il compito di guardare, accogliere e aprire” spiega Padre Farrell in riferimento al brano degli Atti degli Apostoli (3:1-10) scelto come tema di riflessione comune. “Alcune volte non sappiamo chi è la persona che si affaccia all'altro lato della porta ma dobbiamo essere felici, aperti, ma anche saggi per accompagnare queste persone che desiderano fare chiarezza sul senso della loro vita e dare una risposta alla chiamata che sentono nel cuore”. Coloro che bussano alla porta dell'Ordine sono sempre più spesso giovani adulti con domande più complesse a cui dare risposta. “Si tratta di persone in cerca di Dio, della volontà di Dio nella loro vita. Essere Promotori vocazionali è un lavoro speciale carico di responsabilità perché si tratta della vita di una persona”.

Nei dialoghi fra i frati è emersa un'attenzione molto importante alla vita comunitaria, come elemento di bellezza, come elemento attrattivo, come elemento qualificante dell'Ordine Agostiniano. Spiega Padre Farrell: “La comunità è il nostro cuore, la vita comunitaria è necessaria per noi, per il nostro ministero. La comunità è il luogo dove noi prendiamo energia, dove preghiamo insieme, dove possiamo condividere la nostra vita e da questa esperienza possiamo partire per essere veri servitori di Dio. Per questa ragione la comunità è al centro. Sant'Agostino ha chiesto nella sua regola prima di tutte le altre cose, di vivere insieme in un cuor solo e un'anima sola, camminando verso Dio”.

Oggi, i social media sono nuove piazze dove poter dialogare: “Oggi possiamo cominciare il dialogo vocazionale anche con un incontro virtuale ma non possiamo fermarci, dobbiamo avere un incontro reale perché in questo incontro è in gioco la nostra vita. Non è una vita virtuale la nostra ma reale. I giovani usano i social media per comunicare e condividere ma manca qualcosa... Secondo me dobbiamo usare questi mezzi di comunicazione ma non possiamo fermarci lì. Del carisma agostiniano oggi attraggono due cose. La prima è la nostra vita di preghiera: di solito preghiamo due volte ogni giorno in comunità e per le persone di oggi sono momenti speciali per avere un colloquio con Dio. E' poi necessario potersi sedere al medesimo tavolo per condividere, per mangiare insieme. Viviamo un oggi teso all'esaltazione dell'individualità ma quando condividiamo la nostra vita c'è qualcosa di speciale. Secondo me i giovani cercano questa cosa” conclude Padre Farrell.

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