Vita, famiglia, libertà di educazione, "genere": la nota dei Vescovi del Triveneto

In occasione della Giornata nazionale per la Vita del 2 febbraio, esce la riflessione pastorale dei presuli su importanti questioni educative come "contributo al bene comune"

Roma, (Zenit.org) | 623 hits

Si intitola “Il compito educativo è una missione chiave!” la Nota pastorale dei Vescovi del Triveneto che, mutuando una frase di Papa Francesco, è dedicata ad “alcune urgenti questioni di carattere antropologico e educativo”. 

Il testo - che esce nell’imminenza della Giornata nazionale per la Vita del prossimo 2 febbraio - è stato approvato all’unanimità nei giorni scorsi dalla Conferenza Episcopale Triveneto e intende offrire a tutti una riflessione autorevole, in comunione col magistero di Papa Francesco, e un contributo positivo al bene comune affrontando “questioni educative che riguardano aspetti fondamentali e delicatissimi dell’essere umano, con numerose e preoccupanti ricadute in ambito culturale, formativo, educativo e, quindi, politico della nostra società (triveneta, italiana, europea) e che toccano e coinvolgono in modo diretto la vita delle persone, delle famiglie e della scuola”.

All’inizio la Nota, dopo aver evidenziato i molteplici aspetti legati alla difesa e alla promozione della vita nell’attuale contesto, fa riferimento - a titolo d’esempio - a questioni emergenti dalla recente attualità (l’ideologia del gender e la traduzione legislativa della lotta all’omofobia, taluni orientamenti sull’educazione sessuale ai bambini nelle scuole, l’uso dei termini “padre” e “madre” in ambito pubblico, il significato e il valore del concetto di “famiglia” con i rischi di stravolgimento a cui è oggi soggetto) per spiegare come i Vescovi avvertano “la responsabilità e il dovere di richiamare tutti all’importanza di una corretta formazione delle nuove generazioni - a partire da una visione dell’uomo integrale e solidale - affinché possano orientarsi nella vita, discernere il bene dal male, acquisire criteri di giudizio e obiettivi forti attorno ai quali giocare al meglio la propria esistenza”.

I Vescovi riaffermano, in primo luogo, “la dignità e il valore della persona umana, la tutela e il rispetto che si devono ad ogni persona, soprattutto se in situazioni di fragilità, nonché la necessità di continuare a combattere strenuamente ogni forma di discriminazione o, addirittura, di violenza”, invitano a riconoscere la “ricchezza insostituibile della differenza” (iniziando da quella fondamentale, tra “maschile” e “femminile”) e “la specificità assoluta della famiglia” come “unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio”, senza sottovalutare “il grave pericolo che deriva dal disattendere o stravolgere i fondamentali fatti e principi di natura che riguardano i beni della vita, della famiglia e dell’educazione, confondendo gli elementi obiettivi con quelli soggettivi e veicolati da discutibili concezioni ideologiche della persona che non conducono al vero bene né dei singoli né della società”. E lo fanno richiamandosi più volte alle parole di Papa Francesco - la metà delle citazioni presenti sono tratte dal suo magistero - ma anche a testi “laici” come la Costituzione italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

I presuli - riprendendo quanto espresso, anche di recente, dalla Santa Sede al Comitato ONU della Convenzione dei diritti del fanciullo - ribadiscono che non è accettabile “un’ideologia del gender che neghi di fatto il fondamento oggettivo della differenza e complementarietà dei sessi, divenendo anche fonte di confusione sul piano giuridico”. E aggiungono: “Invitiamo a non avere paura e a non nutrire ingiustificati pudori o ritrosie nel continuare ad utilizzare, anche nel contesto pubblico, le parole tra le più dolci e vere che ci sia mai dato di poter pronunciare: “padre”, “madre”, “marito”, “moglie”, “famiglia” fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”.

La Nota sostiene e incoraggia “l’impegno e lo sforzo di quanti affrontano ogni giorno, anche nel contesto pubblico e nella prospettiva di una vera e positiva “laicità”, le più importanti questioni antropologiche ed educative del nostro tempo e che segnatamente riguardano: la difesa della vita, dal concepimento al suo naturale spegnersi, la famiglia, il matrimonio e la differenza sessuale, la libertà religiosa e di educazione”. E ricorda che “la proposta cristiana punta al bene integrale dell’uomo e contribuisce in modo decisivo al bene comune e alla promessa di un buon futuro per tutti. E pur in un contesto di diffusa secolarizzazione, come ricorda Papa Francesco, nessuno può esigere da noi che releghiamo la religione alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni e della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini”.

La diffusione della Nota nella Giornata per la Vita vuole, inoltre, evidenziare che alla Chiesa sta a cuore“la vita delle persone in tutti i suoi aspetti. Una vita che è dono di Dio ed è cosa preziosa, ma è minacciata e resa fragile da molte cause”. Il testo dei Vescovi - richiamando espressamente le tante persone, famiglie e situazioni in difficoltà oggi esistenti, anche e soprattutto a causa della crisi economica - manifesta, infine, la volontà della Chiesa triveneta di “continuare, insieme a tutte le persone di buona volontà, a sostenere la vita umana in ogni momento e in ogni circostanza, ribadendone l’inviolabile dignità ed offrendo concreti aiuti a chi vive fragilità e sofferenze”. Compreso, naturalmente, il delicatissimo e decisivo “fronte” educativo e antropologico.