Vittorio Messori lancia al grande pubblico l’“Ipotesi su Maria”

Intervista con il fomoso scrittore cattolico italiano dopo l’uscita del suo nuovo libro

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ROMA, venerdì, 25 novembre 2005 (ZENIT.org).- Torna in libreria con un nuovo volume dedicato completamente alla Vergine e dal titolo “Ipotesi su Maria” (Edizioni Ares, pp. 544; 18 Euro), uno degli scrittori più venduti e tradotti al mondo, Vittorio Messori (www.vittoriomessori.it).



In cinquanta capitoli, il giornalista che già nel 1976 aveva pubblicato “Ipotesi su Gesu”, raccoglie –aggiornandoli e completandoli – fatti, indizi, enigmi, apparizioni, miracoli, tutti incentrati sulla Madre di Cristo e già precedentemente trattati dal 1995 al 2000 sulle pagine del mensile “Jesus” – delle Paoline – all’interno della rubrica “Taccuino mariano”.

Con una ventina di titoli all’attivo, Messori è l’unico scrittore ad aver intervistato due Papi. Il primo è stato l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – il Cardinale Joseph Ratzinger – e attuale Benedetto XVI (cfr.“Rapporto sulla fede”, 1985); mentre il secondo è stato Giovanni Paolo II, su richiesta di quest’ultimo, le cui riflessioni confluirono in “Varcare la soglia della speranza” del 1999. I due volumi furono “best-seller” in tutto il mondo.

Per l’occasione, Vittorio Messori ha voluto condividere in questa intervista a ZENIT le esperienze da lui raccolte nel suo nuovo libro, nel quale approfondisce l’ “abisso di mistero” rappresentato dalla Vergine Maria.

Chi è Maria? Come spiegare il mistero di una donna che viene scelta dal Creatore per dare corpo e sangue a Gesù?

Messori: Maria non è che un’oscura donna di un villaggio oscuro (nessun testo precristiano parla di Nazareth, tanto che qualcuno ha tentato di dimostrare che non esisteva un luogo con quel nome). Maria, per la sapienza del mondo è un nulla. Per la prospettiva della fede è un abisso di mistero: è persona umana come noi e al contempo è strumento indispensabile per l’evento di gran lunga maggiore, l’incarnazione di Dio stesso. In Cielo, stando alla prospettiva cattolica, ci sono oggi due corpi come i nostri, glorificati per l’eternità: quello di Gesù e quello di sua Madre. Anticipano, essi soli, quanto anche noi saremo.

Perchè questo libro? Quali sono gli obiettivi ed il senso della sua ricerca?

Messori: Quando, nel 1976, pubblicai il mio primo libro, “Ipotesi su Gesù”, molti lettori mi chiesero di mettermi al lavoro per delle “Ipotesi su Maria”. La cosa, allora, mi parve strana, inaccettabile. Il fatto è che Gesù lo si incontra sulle strade, la Madre sta in casa, nella discrezione: la si conosce, e la si ama, quando si raggiunge abbastanza intimità con il Figlio per entrare dove Egli abita.

Due, comunque, le sfide che ho cercato di affrontare in queste più che 500 pagine: innanzitutto, mostrare che si può essere convinti devoti mariani senza cadere in una certa retorica, in una certa melassa di un certo devozionalismo. Mostrare, poi, che il far posto alla Madonna non è l’hobby di credenti sentimentali o ignoranti ma un’esigenza irrinunciabile per ogni credente. Tutto ciò che la Chiesa ha detto e dice sulla Madre è, in realtà, a servizio del Cristo, a difesa della Sua umanità e al contempo divinità. La “mariologia” è, in realtà, “cristologia”, i suoi dogmi non sono che conferma e baluardo di quelli sul Figlio. Là dove Maria è stata dimenticata, prima o poi è svanito anche il Cristo.

Innumerevoli gli argomenti e le storie narrate dal libro. Particolarmente interessante il capitolo intitolato “L’Europa e la donna dell’Apocalisse”, in cui racconta si la genesi della bandiera d\'Europa, tratta dal bozzetto di un giovane disegnatore alsaziano, tale Arsène Heitz, che si ispirò alla “Donna vestita di sole” dell’Apocalisse. Potrebbe raccontarcela in breve?

Messori: Ma sì, per una sorta di ironia divina, quella Europa che non ha voluto riconoscere le sue radici cristiane, ha adottato (e senza accorgersene!) una bandiera su cui campeggiano, in campo azzurro mariano, le dodici stelle che nell’Apocalisse incoronano la Donna in cui la fede vede Maria. Il progetto dello stendardo europeo è stato fatto da un devoto che si è ispirato al disegno di quella Medaglia Miracolosa che a Parigi, nel 1830, la Madonna chiese a santa Caterina Labouré di far coniare. Insomma, l’agnostica, spesso massonica o comunque non cristiana né meno che mai cattolica Nomenklatura europea è stata in qualche modo “beffata” da un straordinario Disegno celeste: e quando se ne sono accorti, era troppo tardi per rimediare...

Di fronte alle ondate di secolarizzazione, degli ultimi tre decenni, la devozione mariana ha conservato moltissime comunità cattoliche, le quali recitando il rosario hanno mantenuto fede e tradizione. Eppure, anche in alcuni ambiti cattolici, si guarda con sufficienza alla devozione mariana, considerata antimoderna e troppo tradizionale. Qual è il suo parere in proposito?

Messori: In queste ‘Ipotesi su Maria’ mi occupo molto di apparizioni, pur limitandomi a quelle riconosciute dalla Chiesa. Nelle apparizioni, la Madonna continua la sua vocazione di madre che corre presso ai figli nei momenti difficili: dall’inizio della modernità, è la fede stessa ad essere minacciata, il gregge dei credenti sembra in pericolo di disperdersi. Le apparizioni sono un richiamo, una scossa, una conferma, una rassicurazione.

Frequento quando posso da pellegrino, oltre che da studioso, i santuari mariani europei: vi incontro le folle che non frequentano più la loro parrocchia ma sono attratte da quei luoghi dove la presenza materna si è manifestata. In Occidente, l’incremento dei pellegrinaggi è stato il solo indice con il segno ‘più’ in una Chiesa dove tutto diminuiva, dalla frequenza, ai sacramenti, alle vocazioni.

La devozione mariana è oggi forse la maggiore risorsa pastorale: e non so che pensare di certi Clerical Intellectuals che rifiutano o addirittura spregiano questa straordinaria possibilità. Ma, per fortuna, l’uomo medio non legge i teologi “adulti” e “critici” ma è ancora e sempre affascinato se gli fa balenare la possibilità che, in un santuario, una Madre misericordiosa lo attende.

Storicamente l\'espansione dei cristiani viene spiegata anche grazie ad una alta concezione della donna rispetto al disprezzo del mondo pagano. Quanto della concezione cristiana sulla donna è spiegabile con la figura di Maria? E che cosa potrebbe dire oggi Maria al movimento per l\'emancipazione delle donne?

Messori: Vent’anni fa, dopo alcuni giorni di colloquio con il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, Cardinal Joseph Ratzinger, pubblicavo “Rapporto sulla fede”. Il futuro Benedetto XVI mi diceva che alla crisi della donna, spesso così dolorosa per essa, i cristiani dovevano opporre un antidoto: Maria, appunto. Nella stessa persona convivono in lei le due grandi vocazioni femminili: la verginità e la maternità. Se ben inteso, il culto mariano non solo non è un ostacolo ma è un aiuto prezioso perché le donne ritrovino una strada che valorizzi davvero il mistero della femminilità.