Vivere la quaresima con impegno vero

Messaggio di Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri-Gerace, all'inizio della Quaresima del 2012

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, lunedì, 20 febbraio 2012 (ZENIT.org).- «La quaresima del corrente anno ci trova già in una situazione di difficoltà, di precarietà e di sacrifici per la grave congiuntura economica che stiamo vivendo. Quali altre mortificazioni e sacrifici possiamo proporre e imporci dinanzi a bilanci familiari drammatici, alla perdita del posto di lavoro, alla riduzione dei servizi anche essenziali, alla perdita di speranza soprattutto da parte dei giovani e all’emigrazione dalla nostra terra delle forze migliori, preparate con gravi sacrifici da parte dei genitori? Nonostante questa situazione di sacrifici per nulla scelti ma imposti dalla situazione, la quaresima si presenta a noi con il suo messaggio di forte richiamo all’austerità. Quest’anno potrebbe essere l’occasione propizia, sotto questa forte pressione di austerità non voluta ma subita, per riflettere su ciò che è importante per dare senso alla vita e creare le condizioni della nostra felicità».

Ha un carattere particolarmente concreto il messaggio che Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri-Gerace, ha inviato alla sua Diocesi in vista dell’inizio della Quaresima: egli infatti riconosce il ruolo problematico che, nel contemporaneo contesto culturale particolarmente consumistico, viene svolto da messaggi pubblicitari che «offrono prodotti per nulla necessari, ma presentati come tali: lusso, divertimento, sesso, abbondanza di cibo sino allo sperpero». In realtà si tratta di presumibili condizioni che sono indicate dalla cultura consumistica per essere felici, comportano il pagamento di un prezzo non certo lieve e, come conseguenza, provocano un insieme di disastri ecologici e ambientali, l’aumento della povertà dei paesi già poveri, l’aumento della fame nel mondo, la violenza fisica, l’abuso della droga, la criminalità organizzata e l’usura.

Tale situazione di profonda crisi, poiché apre gli occhi sul senso della vita ed esorta a cambiare rotta, induce Mons. Morosini a individuare come preciso obiettivo da raggiungere nel periodo quaresimale il «ricomporre la scala dei valori e mettere al primo posto ciò che dà veramente felicità e serenità, a cominciare dalla famiglia, che va ricollocata al giusto posto e va fondata e condotta sulla base dei grandi valori umani e cristiani. Ci viene chiesto, in altre parole, di scoprire la cultura dell’essenziale».

E tenendo sempre presente il contesto della cultura dell’essenziale richiama alcuni punti particolarmente importanti dal punto di vista pastorale: «1. Guardiamo sempre la vita con gli occhi del pellegrino e ricordiamo la Bibbia: non abbiamo qui una dimora stabile, ma siamo in cammino verso il cielo. Accogliamo, pertanto, l’invito alla conversione del cuore e a valutare il bene e il male a partire dal punto di vista di Dio. 2. Ritroviamo la strada della coerenza tra fede e vita per esprimere la nostra fede adulta e matura, secondo il nostro piano pastorale diocesano, superando la strada della leggerezza morale, dell’illegalità e del crimine».

E raccomandando a tutti la lettura della Bibbia sia da soli che in famiglia, Mons. Morosini sottolinea che è fondamentale educare al bene comune, senza andare a discapito del bene degli altri e della collettività, a partire dalle piccole cose. Ciò vuol dire che «il benessere o è di tutti o non sarà di nessuno e in questo momento di difficoltà generale è bene che ci sia tra le famiglie maggiore solidarietà ed aiuto, con la positiva conseguenza che le feste di famiglia, evitando di strafare, devono tenere ben presenti le reali possibilità economiche, «perché altrimenti si potrebbe finire nell’usura».

È chiaro che un tale messaggio, conclude il Vescovo di Locri-Gerace, mette in evidenza che «nella Bibbia Dio si mostra severo contro chi sfrutta l’operaio o non paga la giusta mercede, il che comporta che la quaresima va vissuta con impegno vero, che guarda concretamente al rinnovamento interiore e al cambiamento esteriore».