"Vuoi la cittadinanza francese? Spia la Manif Pour Tous..."

La diciannovenne russa Anna ha subito intimidazioni e ricatti da parte della polizia di Versailles per aver manifestato contro il matrimonio omosessuale. "Amiamo i metodi da KGB", le hanno detto gli agenti...

Parigi, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 448 hits

Quella di Anna, giovane immigrata russa in Francia, è una vicenda che riporta alla memoria le oscure storie di spionaggio del KGB. Al centro di tutto, però, c’è la polizia francese, che il governo di François Hollande sta mobilitando in tutti i modi possibili, pur di neutralizzare il movimento d’opinione contrario alle riforme laiciste in campo familiare ed educativo, messe in campo dall’esecutivo di Parigi.

Anna ha 19 anni e un decennio fa, assieme alla famiglia, si è trasferita dalla Russia nella regione dell’Ile-de-France. Era trascorso dunque il tempo necessario per ottenere la cittadinanza: se però i genitori di Anna l’hanno ottenuta senza problemi, per la ragazza – che pure ha trascorso in Francia più di metà della sua vita – la faccenda si complica.

Il motivo è molto semplice: era già stata schedata dalle forze dell’ordine per aver partecipato a numerosi cortei ed iniziative della Manif Pour Tous, il movimento d’opinione nato in opposizione al Mariage Pour Tous, ovvero la legge Taubira che da quasi un anno riconosce il diritto al matrimonio e all’adozione da parte di coppie omosessuali.

Secondo quanto raccontato da lei stessa in un’intervista a Le Figaro (ripresa in Italia da Tempi), lo scorso settembre, Anna era stata sottoposta ad un umiliante interrogatorio in commissariato.

Con fare incalzante, gli agenti le avevano domandato se andasse a messa, se facesse attività politica e, soprattutto, se, assieme ai suoi compagni di scuola, avesse preso parte alla ‘famigerata’ Manif Pour Tous. Con delle conclusioni sommarie che suonavano come una minaccia: “lei è di destra, immagino!”.

Avendo risposto in modo affermativo a tutte le domande (tacendo forse soltanto sul suo orientamento politico), Anna era stata poi ricattata: niente cittadinanza francese, se non avesse fornito al commissariato i nomi e i cognomi di tutte le persone di sua conoscenza che avessero preso parte alla Manif Pour Tous. Non solo: le era stato chiesto di ‘spiare’ una delle tante manifestazioni pacifiche e silenziose dei veilleurs, prevista per il mese successivo a Versailles.

La vicenda di Anna ha destato enorme scalpore in tutta l’opinione pubblica francese è ed rimbalzata sulle scrivanie governative, al punto che il ministro degli Interni, Manuel Valls - che pure nei mesi scorsi si era distinto per aver usato il pugno di ferro contro i manifestanti – ha aperto un’inchiesta che, entro un mese, dovrebbe pervenire alle conclusioni sul caso.

Poco tempo dopo, in ottobre, Anna chiede ed ottiene di essere ricevuta dal sindaco aggiunto (carica apolitica ed apartitica) di Versailles, François-Xavier Bellamy. Da quest’ultimo colloquio sono emersi particolari ancor più inquietanti: la ragazza sarebbe stata costretta dalla polizia a mantenere il silenzio – anche con i familiari - su quanto detto in commissariato, pena l’espulsione dal paese. Perfidamente le era stato detto: “Sai, noi amiamo i metodi da KGB”. Un’affermazione inaudita per una giovane nata nell’ex Unione Sovietica…

Nonostante tutte le intimidazioni, Anna ha avuto il coraggio non solo di parlare con parenti e amici ma di rendere nota la sua inquietante storia alla stampa.

“Dopo aver ascoltato tutti i dettagli agghiaccianti di questa storia, le ho semplicemente a cuore aperto chiesto scusa per il mio paese, mi ricordo di essermi vergognato della Francia, di queste pratiche che mai avrei immaginato di scoprire nella società libera nella quale ci vantiamo di vivere”, ha dichiarato Bellamy.

Secondo il sindaco aggiunto di Versailles, la vicenda di Anna è di una “gravità eccezionale” per tre motivi: 1) “Il governo attuale usa la polizia per identificare e spiare le persone solo perché partecipano a manifestazioni legali”; 2) “Il ministro degli Interni non mobilita la polizia per garantire la sicurezza dei francesi, ma per spiare dei cittadini innocenti”; 3) L’ordine dei funzionari di polizia ai danni della ragazza russa “non poteva che essere politico” e pone “un problema fondamentale per la nostra democrazia”.

Nella Francia di Hollande, ha aggiunto il sindaco aggiunto di Versailles, “basta non essere d’accordo con l’opinione del presidente per essere trattati come un criminale”.

Le origini russe della protagonista di questa storia, lasciano pensare alla contrapposizione etica tra la Francia – assieme agli Stati Uniti e alla maggior parte dell’Europa occidentale - e la Russia sulla questione omosessuale, culminata alcuni mesi fa con il blocco da parte del governo Putin delle adozioni di bambini russi a beneficio di coppie francesi, in segno di dissenso verso le politiche libertarie di Hollande.

Ai conflitti militari (Ucraina e Siria), si sovrappone senza sfasature la ‘geopolitica’ delle scelte etiche, sulle quali si consuma il vero scontro di civiltà intraeuropeo: quello sulla vera identità dell’essere umano.

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Fonte:

http://www.tempi.it/francia-la-polizia-minaccia-anna-giovane-russa-se-vuoi-ottenere-la-cittadinanza-spia-la-manif-pour-tous#.UxiAoK79VD1

http://www.tempi.it/francia-annagate-ragazza-spia-manif-pour-tous-kgb#.UxhQRK79VD0